Sabato 16 gennaio 2010 6 16 /01 /2010 11:49
Era giorno di fiera quel martedì. Il bambino salutò come al solito la mamma e uscì, prestando attenzione alle sue raccomandazioni.
Gia grandicello per necessità, o forse virtù, manteneva la famiglia vendendo palloncini. Non molti , ma sufficenti a mantenere quella famiglia di due persone e un cane, che come lui accettava allegramente ciò che passava la giornata.
Giunse nella piazza della fiera e come al solito si mise in cerca, con i suoi occhi vispi, di famigliole con bambini come lui, a cui ora invogliandoli, ora facendoli sorridere riusciva, meglio che con gli adulti, a vendere qualcosa. Ma questo suo innocente darsi daffare dava noia a una vecchia, di cui si diceva possedesse tanto denaro da acquistare l'intera piazza. La vecchia riusciva spesso a tagliare il mazzo dei fili e tutti i palloncini se ne andavano in cielo. Ho detto spesso perchè il bambino aveva cento occhi e altrettanto spesso ce la faceva a evitare il colpo di forbici mandandola su tutte le furie. Si sa: chi può,  se è anche cattivo, può ancora di più e lei poteva ed era anche cattiva. Così cattiva che assoldò un bimbo più grandicello contro il quale niente poteva il bambino. Non riuscì a vendere più niente e quando non ebbe più giustificazioni giustificazioni per la madre si decise a cambiare mestiere.
Tutte le notti sognava i suoi palloncini che salivano al cielo e le sue piccole braccia che li ricorrevano inutilmente. Qualche volta si svegliava di soprassalto sudato. Rimaneva qualche attimo con il busto eretto sul letto e poi si coricava di nuovo. Ma non poteva fare a meno di ripensare, diciamo così, ai bei colpi che gli erano andati a segno. Come quella volta che era riuscito a venderne uno a una bambina che ne aveva già due. Come ci riuscì? Infilò la testa nel suo mazzo di palloncini e disse sorridendo:"...questo però non è in vendita!" Il padre pur di contro voglia cedè e ne acquistò un altro ancora per la figlioletta. Lo considerava il suo più grande affare. Per questo motivo provava una grande tristezza di fronte alle scarpe che si vide costretto era costretto a lustrare per portare a casa qualche soldino, perchè il nero del lucido gli diceva ogni mattino che la vita di prima era finita per sempre. Mai erano stati venduti palloncini neri!
Un giorno però cadeva una pioggerella strana, il sole continuava a fare il suo lavoro quando a un tratto dalla folla si alzò un grido di meraviglia. Tutti se ne stavano con la testa rivolta verso il cielo.Il bambino, lasciando il suo lavoro di lustrascarpe,  riuscì a farsi un po' di spazio fra i grandi e vide pure lui quello spettacolo. Migliaia di palloncini che salivano al cielo. Erano così tanti che non pareva neppure possibile fossero sfuggiti di mano a un venditore solo. Ne salivano a migliaia e incredibilmente si disposero a semicerchio come un arcobaleno. Se ne parlò a lungo in città di quel fenomeno e la gente azzardò ogni tipo di ipotesi pur di spiegare il fenomeno. Ma avrebbero fatto prima a domandarsi perchè quel piccolo lustrscarpe ogni volta che da allora che vedeva l'arcobaleno aveva il sorriso più bello del mondo. 
Di gioparigi - Pubblicato in : racconti
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